FJF RISPONDE A STEVE JAMES PARKER SUL PROSSIMO PROGETTO VOL 1-8

(EDITOR OF EGG CORPORATION LTD, LONDON)

SJP - Ciao FJF, innanzitutto approfitto di questo spazio per ringraziarti pubblicamente del lavoro svolto per la scrittura del libro e del film “MAX FORTUNA: l’uomo che ha sconfitto la roulette”, l’unico lavoro all’infuori di questi che hai comunque scelto di firmare col tuo pseudonimo.

FJF - Figurati. È stato un piacere enorme collaborare ad un progetto che ritengo veramente fuori degli schemi. La storia di Max Fortuna mi aveva affascinato da subito e poi tu mi minacciavi. (ride)

SJP - (ride) Allora le mie minacce hanno funzionato! A parte gli scherzi, parliamo un po’ di te e del tuo lavoro visto che poi non avremo più nessuna intervista di te. Prima domanda: per quale motivo hai scelto di non comparire e addirittura di non promuovere in nessun modo i tuoi lavori? Da editor ti direi che la tua scelta è un suicidio professionale!

FJF - Probabilmente lo è! La mia è una scelta esclusivamente personale. Dopo dieci anni a scrivere dietro le quinte ho maturato sull’editoria un’opinione non proprio “gentile”. Preferisco che i miei lettori siano il frutto di un genuino passaparola piuttosto che il risultato di una efficace campagna promozionale pilotata. I meccanismi di distribuzione e di promozione di un romanzo, oggi, non hanno il mio appoggio. Tutto qui.

SJP - È per questo che hai estremizzato il tutto? Mi riferisco alla tua opera VOL. 1-8. Insomma: nessun nome di scrittore ma solo uno pseudonimo; nessun titolo ai romanzi; nessuna copertina ai libri; nemmeno uno straccio di anteprima per incuriosire il lettore. Sommato alla mancanza di presentazioni, di interviste e di distribuzione classica direi che il tuo è un vero e proprio karakiri!

FJF - In realtà la mia non è solo una scelta stilistica, piuttosto rappresenta un messaggio implicito. Ho lavorato ad un’opera immensa che rappresenta un unico solo romanzo diviso in 8 volumi con più di 2.000 pagine di storia. Non aveva importanza il titolo della storia, non serviva una copertina accattivante diversa per ogni volume. Il libro è uno solo, anche se diviso in otto volumi. Soprattutto ha uno stile che lo caratterizza, il mio, ecco perché le copertine riportano solo l’acronimo FJF. È la storia di FJF, scritta con lo stile di FJF. Semplice. Il resto sarebbe stato, ed è, superfluo.

SJP - Come è superfluo numerare le pagine del libro?

FJF - Esatto.

SJP - Come lo è inserire la numerazione di capitoli o qualche nota dell’autore o, che ne so io, qualche prefazione dell’Editore?

FJF - Esatto. Tutto superfluo. Passami del Jack, per favore.

SJP - Dopo. Adesso puoi almeno accennare qualcosa su questa antologia? Lo stile di scrittura è assolutamente nuovo, questo lo confermo, ed è pazzesco. Mi è piaciuto davvero un sacco leggerti.

FJF - Grazie Steve. Posso solo dire che VOL. 1-8 non è solo la storia che si legge. È qualcosa di più.

SJP - Ovvero?

FJF - L’opera ha in realtà una doppia lettura e la seconda lettura rappresenta il percorso “spirituale” che ogni persona potrebbe fare nella sua vita. Quello che vorrei aver trasmesso al lettore è che, attraverso una lunga storia, qui si cela un percorso molto personale che ho scelto di descrivere in modo alternativo.

SJP -In modo assolutamente alternativo, dire. Si comprende da subito che dietro questa scrittura molto rock il messaggio da carpire è oltre la storia nuda e cruda che si legge. Posso dire pubblicamente che sei veramente un pazzo?

FJF - Lo prendo come un complimento. Passami del Jack, ora.

SJP - Dopo. Quanto hai impiegato a scrivere VOL. 1-8?

FJF - Circa cinque anni.

SJP - Parlami di “ON AIR” e di “PEOPLE”.

FJF - Sono la raccolta di poesie che ho scelto in base all’argomento. E l’argomento è appunto il titolo. “PEOPLE” raccoglie le mie poesie indirizzate a persone che sono entrate nella mia vita, magari per un giorno o magari per anni. “ON AIR” raccoglie invece le mie poesie più “bastarde”, scritte mentre osservavo in diretta la vita scorrermi davanti in qualche paese o città. Ho usato una cesoia inesorabile per scegliere le poesie che ritengo più adatte e tagliare quelle che resteranno solo nei miei taccuini. Posso dire di essere soddisfatto del lavoro fatto.

SJP - Voglio dirti che queste due raccolte sono fondamentali per conoscere meglio la persona che c’è dietro lo pseudonimo FJF. Io credo di conoscerti abbastanza bene ma i lettori avrebbero perso un tassello importante della tua visione di vita. Grazie.

FJF - Grazie a te. Ora però finiamola qui. Andiamo a farci un Jack.

 

London, 2015.